Un capannone in zona industriale senza linea. Una casa di campagna dove la fibra non arriverà mai. Un cantiere che dura otto mesi. Un impianto fotovoltaico su un terreno. Sono i posti dove serve più sorveglianza e dove c'è meno infrastruttura, e si risolvono tutti allo stesso modo: un router con una SIM dati.
Router industriale o chiavetta
La tentazione è usare un router consumer, di quelli che costano poco. Funziona finché non fa caldo. I router industriali costano di più per tre ragioni concrete, e tutte e tre contano su un impianto che deve stare acceso per anni.
La prima è la temperatura: un quadro esposto al sole d'estate in Sicilia arriva tranquillamente a sessanta gradi dentro. Un router da casa si blocca; uno industriale è dato per meno venti / più settanta.
La seconda è il riavvio automatico: i modelli seri si accorgono quando la connessione è caduta e si riavviano da soli. Senza questa funzione, prima o poi ti tocca andare sul posto a staccare e riattaccare la spina.
La terza è l'alimentazione: ingresso a 9-36 V in continua, che si sposa con una batteria tampone e con l'alimentazione dell'impianto, invece di dipendere da un alimentatorino a spina.
Molti modelli industriali hanno anche porte PoE integrate: alimentano direttamente due o quattro telecamere e ti risparmiano uno switch nel quadro.
Quanti giga servono davvero
È la domanda che decide il costo mensile, e la risposta sorprende quasi sempre in meglio, a patto di configurare bene.
Se registri in locale — su scheda SD nella telecamera o su un videoregistratore — e guardi da remoto solo ogni tanto, il consumo è modesto: qualche giga al mese. Quello che passa sulla SIM sono le notifiche, le anteprime degli eventi e i pochi minuti in cui apri l'app.
Se invece mandi il flusso continuo in cloud, si passa alle decine o centinaia di giga al mese per telecamera, e il conto diventa insostenibile su una SIM.
La configurazione giusta è quindi: registrazione in locale, consultazione da remoto. E, nelle telecamere, l'uso del flusso secondario a bassa risoluzione per la visione dal vivo sul telefono — l'alta risoluzione resta registrata sul posto e si scarica solo il pezzo che serve davvero.
Un altro accorgimento che taglia il traffico: disattivare le notifiche video e lasciare solo quelle con immagine singola. Un'anteprima è qualche decina di kilobyte, un clip di dieci secondi è qualche megabyte, e moltiplicato per cinquanta eventi al giorno la differenza si sente.
L'IP pubblico: quasi sempre non serve
C'è ancora l'abitudine di chiedere all'operatore un IP pubblico statico, che costa e sulle reti mobili spesso non è nemmeno disponibile. Nella pratica moderna non serve, perché tutti i sistemi decenti usano un servizio del produttore che mette in comunicazione il telefono e l'impianto senza che nessuno dei due debba essere raggiungibile direttamente da internet.
E c'è un vantaggio di sicurezza che vale da solo la scelta: un impianto senza IP pubblico e senza porte aperte non è scansionabile. Gran parte degli attacchi ai videoregistratori nasce da porte aperte su internet, trovate da robot che passano tutti gli indirizzi. Se non c'è niente da trovare, non c'è niente da attaccare.
L'IP pubblico resta utile in un caso solo: quando devi collegare più sedi fra loro con una VPN e vuoi gestirla tu. In quel caso i router industriali hanno la VPN a bordo.
L'antenna, il pezzo che si trascura
Un router 4G dentro un quadro metallico, con le antennine di serie, riceve la metà di quello che potrebbe. Il quadro è una gabbia di Faraday. Se il segnale è al limite — e nelle zone dove serve il 4G di solito lo è — un'antenna esterna montata fuori dal quadro, magari direzionale verso il ripetitore, fa passare l'impianto da inutilizzabile a stabile. È la spesa con il miglior rapporto fra costo e risultato di tutto l'impianto.
La SIM
Due accortezze. Disattiva il PIN, altrimenti a ogni mancanza di corrente il router riparte e resta bloccato in attesa che qualcuno lo digiti. E usa una SIM con un piano dati senza scadenza mensile rigida, o comunque con l'addebito automatico: una SIM scaduta è il modo più banale di perdere un impianto, e succede sempre quando sei lontano.
Cosa trovi da noi
Trovi i router 3G/4G/5G industriali e da interno, i router di rete e le antenne 4G e 5G per portare fuori il segnale dal quadro. Per l'alimentazione autonoma guarda gli alimentatori autonomi e i pannelli solari.
Se hai un posto isolato da mettere sotto controllo, scrivici a info@elettricity.com dicendoci quante telecamere e che copertura di rete c'è: ti diciamo router, antenna e quanti giga mettere in conto. Oppure chiama il 351 969 5157.