Il cavo giusto per la videosorveglianza: UTP, coassiale, schermato, e quando sbagliarlo si paga caro

Il cavo giusto per la videosorveglianza: UTP, coassiale, schermato, e quando sbagliarlo si paga caro

Il cavo è il pezzo meno visibile di un impianto e l'unico che, se sbagliato, ti costringe a rifare le tracce. Le telecamere si cambiano in mezz'ora; un cavo dentro una canalizzazione murata è per sempre. Vale la pena spendere dieci minuti a sceglierlo.

Rame vero e rame che non lo è

La prima cosa da guardare non è la categoria, è il materiale del conduttore. Il cavo di rete serio è in rame puro. Quello economico è spesso CCA, alluminio ramato: un'anima di alluminio con una pelle di rame.

Costa il trenta o il quaranta per cento in meno e sembra identico. Le differenze arrivano dopo. L'alluminio ha una resistenza più alta, quindi su tratte lunghe il segnale si degrada prima e — questo è il punto che fa danni davvero — l'alimentazione PoE arriva più debole: la telecamera in fondo alla tratta si riavvia da sola, di solito di notte quando accende gli infrarossi e chiede più corrente. L'alluminio è anche più fragile: si spezza nei raggi stretti e sotto le crimpature, e i guasti arrivano mesi dopo, quando nessuno collega più il problema al cavo.

Per le tratte brevi dentro un rack, il CCA non fa danni. Per qualunque cosa vada sotto traccia, in canalina o all'esterno, è rame puro e basta. Nella scheda si riconosce dalla dicitura del conduttore; se non è scritto da nessuna parte che è rame, di solito non lo è.

Le categorie, in due righe

La categoria 5e regge il gigabit fino a cento metri ed è più che sufficiente per la stragrande maggioranza degli impianti di videosorveglianza: una telecamera 4K in H.265 occupa qualche megabit, non centinaia.

La categoria 6 ha conduttori più grossi e un separatore interno; regge il gigabit con più margine e i 10 gigabit su tratte corte. Costa poco di più ed è quello che mettiamo di default, non per la banda ma per il margine: sezione maggiore vuol dire meno caduta sul PoE.

La categoria 6A serve per i 10 gigabit su cento metri. Su un impianto di telecamere è sovradimensionata, a meno che quel cavo non debba servire anche da dorsale dati.

Il limite dei cento metri, e come si aggira

Cento metri è il limite dello standard Ethernet, ed è la somma di tutto: dal connettore dello switch a quello della telecamera, passaggi e bretelle compresi. Sopra quella soglia il collegamento non è "un po' peggio", semplicemente non si aggancia o cade a intermittenza.

Se devi andare oltre ci sono tre strade. La modalità estesa presente su molti switch PoE porta a 250 metri, rinunciando alla velocità (si scende a 10 Mbps, che per una telecamera bastano). Un extender PoE a metà tratta rigenera il segnale e l'alimentazione. La fibra ottica con una coppia di convertitori è la soluzione definitiva oltre i 300 metri, ed è anche l'unica che rende la tratta immune ai fulmini — dettaglio non da poco per un collegamento fra due edifici.

Schermato o no

Il cavo schermato serve quando il percorso corre vicino a cavi di potenza, motori, quadri elettrici, lampade a scarica o insegne al neon. In tutti gli altri casi non è un miglioramento: uno schermo che non viene messo a terra correttamente, a un solo capo, funziona come un'antenna e peggiora le cose.

La regola è: se corri parallelo a cavi di alimentazione per più di qualche metro e non riesci a stare a venti centimetri di distanza, usa lo schermato e mettilo a terra da un lato solo. Altrimenti, cavo normale.

Il coassiale non è morto

Su un impianto analogico esistente — HDTVI, HDCVI, AHD — il coassiale già posato porta oggi il 4K senza toccare le tracce. È la ragione per cui, quando un cliente ha un vecchio impianto e vuole più risoluzione, la prima cosa che guardiamo è se il cavo c'è già: cambiare telecamere e videoregistratore costa una frazione di rifare l'impianto in IP.

Anche qui vale il discorso del rame: un coassiale con la calza in rame e non in alluminio, e una sezione onesta, fa la differenza sulle tratte lunghe.

Dove si risparmia davvero

Non sul cavo. Si risparmia comprando la matassa giusta invece di due matasse corte, perché le giunzioni sono il punto dove nascono i problemi. Si risparmia crimpando bene, con connettori della categoria corrispondente. E si risparmia certificando il lavoro: un tester di rete da poche decine di euro trova in due minuti la coppia invertita che altrimenti cerchi per un pomeriggio.

Cosa trovi da noi

Trovi i cavi di rete in categoria 5e, 6 e 6A, i cavi coassiali, i cavi per allarme e citofonia, i cavi in fibra ottica e i connettori per crimpare. Per le tratte lunghe ci sono i convertitori video su UTP.

Se hai un dubbio su una tratta specifica — lunghezza, percorso, cosa ci passa accanto — scrivici a info@elettricity.com o chiama il 351 969 5157: ti diciamo che cavo serve prima che tu lo tiri.

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