Switch PoE da esterno: portare rete e alimentazione al palo senza armadio

Switch PoE da esterno: portare rete e alimentazione al palo senza armadio

Su un impianto perimetrale il conto si fa presto: sei telecamere sparse lungo la recinzione, sei cavi che tornano tutti in centrale, sei tratte da 80-120 metri ciascuna. Sono centinaia di metri di cavo, ore di posa e, in fondo a qualcuna, il problema della distanza. La stessa recinzione si copre con una sola dorsale fino al palo centrale e uno switch da esterno che alimenta le telecamere intorno con tratte da venti metri.

Perché conviene

Il risparmio non è tanto sul cavo, che costa poco: è sulla posa, sui cavidotti e sui tempi. Una dorsale sola invece di sei significa un tubo più piccolo, una trincea sola, meno passaggi murari. E se un domani aggiungi una telecamera in quella zona, non torni in centrale: la attacchi alla porta libera dello switch che è già lì.

C'è anche un vantaggio meno ovvio: con le tratte corte il PoE arriva pieno. La caduta di tensione su venti metri è trascurabile, e quella telecamera motorizzata che al limite dei 90 metri faceva i capricci, a venti metri funziona e basta.

Cosa deve avere

Prima di tutto il grado di protezione. Un apparato IP65 regge pioggia battente e polvere: è il minimo per stare fuori. Se lo monti in una zona esposta al mare — e in Sicilia la salsedine arriva lontano — valuta comunque una cassetta ulteriore, perché il problema non è l'acqua, è la corrosione dei connettori.

Poi il budget PoE e la distribuzione fra le porte. Gli apparati da esterno più diffusi stanno fra 60 e 120 W totali. Guarda se ci sono porte ad alta potenza dedicate: sui modelli da 120 W è comune trovare sei porte standard fino a 30 W e due porte Hi-PoE fino a 60 W, pensate proprio per la motorizzata o per il ponte radio.

Terzo, come si alimenta lo switch stesso. Alcuni vogliono la 230 V al palo, e allora ti serve una linea elettrica lassù. Altri accettano l'alimentazione PoE in ingresso: li alimenti dalla stessa dorsale che porta i dati, e al palo non arriva corrente di rete. La seconda soluzione è più pulita e più sicura, ma occhio al conto: la potenza che entra dalla dorsale deve bastare per lo switch e per tutto quello che ci attacchi.

Quarto, le protezioni. Un apparato che sta fuori prende le scariche da fulmine sulle linee. Cerca la protezione sulle porte e, se l'impianto è esposto, aggiungi gli scaricatori sulla dorsale.

Il watchdog, la funzione che salva le uscite

Molti switch per videosorveglianza — anche da esterno — hanno il controllo automatico dei dispositivi collegati: se una telecamera smette di rispondere al ping, la porta viene tolta e rimessa sotto tensione, cioè la telecamera viene riavviata da sola. Nove volte su dieci il blocco di una telecamera si risolve così, e con il watchdog si risolve alle tre di notte senza che nessuno salga sulla scala. Su un palo a otto metri, è la funzione che ripaga da sola la differenza di prezzo.

Dove metterlo

Il palo centrale del gruppo di telecamere, all'altezza di lavoro se possibile, con il pressacavo rivolto verso il basso e un'ansa di gocciolamento sui cavi: l'acqua deve avere sempre un punto più basso dove andare prima del connettore. Se lo monti in alto, mettilo su una staffa che ti permetta di sganciarlo, perché prima o poi ci devi tornare.

Nel catalogo trovi gli switch non gestiti e quelli gestiti, comprese le versioni stagne da esterno con Hi-PoE, più gli accessori di rete per cassette e protezioni. Mandaci lo schema del perimetro e ti diciamo dove conviene mettere il palo attivo: info@elettricity.com, 351 969 5157.

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