"Quanto disco ci metto?" è la domanda che arriva sempre alla fine, quando telecamere e registratore sono già scelti. Ed è una domanda che ha una risposta esatta, non un'opinione: basta una moltiplicazione.
La formula
Un flusso da 1 Mbps occupa circa 10,8 GB al giorno. Da lì si ricava tutto: prendi il bitrate di una telecamera in megabit al secondo, moltiplica per 10,8 e hai i gigabyte che consuma in ventiquattro ore. Moltiplica per il numero di telecamere e per i giorni di conservazione, e hai il disco.
Perché 10,8? Un megabit al secondo sono 0,125 megabyte al secondo; in 86.400 secondi fanno 10.800 megabyte, cioè 10,8 gigabyte. Il resto è aritmetica.
I bitrate da usare
Con codifica H.265 e telecamere di buona qualità, i valori realistici per il flusso principale sono questi: una 2 megapixel sta intorno a 2 Mbps, una 4 megapixel intorno a 4 Mbps, una 6 megapixel intorno a 6 Mbps, una 8 megapixel (4K) fra 8 e 10 Mbps. Se le telecamere sono ancora in H.264, raddoppia: è la differenza principale fra i due codec.
Attenzione a una cosa che gonfia i conti: la scena. Una telecamera puntata su un muro fermo, con bitrate variabile, sta sotto quei valori; la stessa telecamera puntata su una strada con alberi che si muovono e fari che passano ci sta sopra. I numeri qui sono medie prudenti.
Tre esempi
Villa, 6 telecamere da 4 Mp, 30 giorni. 4 Mbps × 10,8 = 43,2 GB al giorno per telecamera. Per sei telecamere fanno 259 GB al giorno, per trenta giorni 7,8 TB. Con registrazione continua serve un disco da 8 TB.
Negozio, 8 telecamere da 4 Mp, 30 giorni. Stessi conti: 10,4 TB. Qui conviene già ragionare su due dischi o su un registratore che ne accetti più di uno.
Capannone, 16 telecamere da 6 Mp, 15 giorni. 6 × 10,8 = 64,8 GB al giorno ciascuna, per sedici fanno 1.037 GB al giorno, per quindici giorni 15,5 TB.
Come dimezzare il conto (in modo onesto)
La prima leva è la registrazione su evento: si registra solo quando c'è movimento o quando l'analisi video riconosce una persona o un veicolo. Su una scena tranquilla si scende tranquillamente al 30-40 per cento del continuo. Su una strada trafficata non cambia quasi niente, perché il movimento c'è sempre.
La seconda è il doppio flusso: registrazione continua a bassa risoluzione più registrazione ad alta risoluzione solo sugli eventi. Hai sempre tutto, e in alta qualità quello che conta.
La terza è tenere basso il frame rate dove non serve: quindici fotogrammi al secondo bastano per riconoscere una persona; venticinque servono se devi leggere una targa di un'auto in corsa. Dimezzare i fotogrammi non dimezza esattamente lo spazio, ma ci si avvicina.
Quello che invece non consigliamo è abbassare la risoluzione per risparmiare disco: il disco costa una volta, un volto irriconoscibile costa per sempre.
Il disco giusto
Nel videoregistratore va un disco da sorveglianza, non un disco da computer. La differenza non è il marketing: i dischi per videosorveglianza sono progettati per scrivere ventiquattro ore al giorno per anni, con molti flussi in parallelo, e gestiscono diversamente gli errori di lettura, perché in un video un settore illeggibile è un fotogramma perso, non un file corrotto. Un disco desktop su un NVR funziona per qualche mese e poi comincia a dare problemi proprio quando serve.
Controlla anche quanti dischi accetta il registratore e se supporta il RAID: su impianti dove il filmato è una prova, un RAID 1 o 5 vuol dire che un disco può guastarsi senza portarsi via le registrazioni.
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